Datazione: ca. 1790
Provenienza: Francia
Costruttore: Erard (attr.)
Altezza: cm. 166
Profondità: cm. 78,8
Peso: kg. 16,8
N° di corde: 39
Corda più lunga: cm. 147,8
La3: cm. 54
Estensione: Si0-Mi6
Meccanica: pedali a movimento semplice à fourchettes
N° di pedali: 7+1 di rénforcement
Quest’arpa, che non è firmata in nessuna
sua parte, rappresenta chiaramente un momento di transizione dalla concezione
settecentesca a quella ottocentesca. La cassa di risonanza costruita a doghe
rimanda alla tradizione francese del XVIII sec., mentre la presenza del meccanismo à fourchettes costituisce
una importante innovazione. Il fatto poi che il meccanismo sia completamente
celato alla vista, fa pensare ad un prototipo di Sébastien Erard, fortunatamente
sopravvissuto fino ai nostri giorni; particolarmente suggestivo il fatto che
all’interno del modiglione, della mezzaluna e sotto la base, compaia
sempre il numero II, sicuramente appropriato per un prototipo. Per contro,
la presenza dell’ottavo pedale di rénforcement, nonché l’elegante
decorazione in stile impero, fanno pensare che questo strumento sia stato costruito
effettivamente per essere suonato e non solo come un esperimento. La decorazione
del capitello, in particolare, ricorda quella delle arpe costruite da Naderman
in epoca napoleonica, che però in genere avevano la cassa di risonanza
a sezione semicircolare. L’attribuzione ad Erard è tuttavia avvalorata
dalla notevole somiglianza con un’arpa firmata “Erard Frères” conservata
presso il Musée Instrumental di Bruxelles (inv. JTOO5); escludendo l’aspetto
decorativo notevolmente diverso, queste due arpe hanno lo stesso tipo di meccanica a
fourchettes occultata all’interno del modiglione piuttosto spesso,
la stessa disposizione delle caviglie e lo stesso elemento di congiungimento
in legno fra la colonna e la parte inferiore del modiglione. Estremamente somigliante
anche la parte del modiglione che va a congiungersi con la cassa e la tavola.
Entrambe le arpe hanno una cassa di risonanza a 7 doghe e sono entrambe munite
dell’ottavo pedale di rénforcement; notevole la somiglianza
della costruzione dello zoccolo, sia nella parte frontale (in particolare il
punto di congiunzione con la colonna), sia nella parte posteriore di forma
prominente, che ricorda quella delle arpe costruite da Renault. Infine, la
particolare costruzione della colonna, che presenta degli inserti in ottone
per due terzi della sua altezza, pare chiaramente un tentativo di conferire
una maggiore solidità allo strumento, uno degli scopi precipui dell’attività liutaria
di Sébastien Erard.
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