Datazione: seconda
metà del XIX sec.
Provenienza: Italia meridionale, Basilicata o Campania
(Viggiano o Napoli)
Costruttore: ignoto
Altezza: cm. 123,4
Profondità: cm. 59
Peso: kg. 5,5
N° di corde: 31
Corda più lunga: cm. 108,5
La3: cm. 33,1 (presunta)
Estensione: presumibilmente Sol1-Si5
Meccanica: manuale ad uncini (perduti)
Quest’arpa, di provenienza
italiana, di probabile costruzione viggianese o napoletana,
presenta sul modiglione alcuni fori (almeno 21), praticati
in epoche successive, che suggeriscono la presenza di
meccanismi manuali per produrre le alterazioni; presumibilmente
collocati fra le corde Si-Do, Mi-Fa, Fa-Sol, Sol-La,
lungo quasi tutta l’estensione dello strumento,
tali fori suggeriscono un’accordatura in Mi bemolle
maggiore. È plausibile che questo strumento avesse
un sistema ad uncini simile a quello delle arpe tedesche
e che fosse usato da musicisti italiani girovaghi attivi
in America nella seconda metà dell’Ottocento;
questo tipo di utilizzo è suffragato da un bottone
metallico presente sotto la base dell’arpa, chiaramente
usato per agganciarvi una cinghia di sostegno. Tracce
di doratura sono presenti sulla base, sulla colonna e
sul modiglione.
Quest’arpa ebbe una effimera carriera cinematografica,
quando comparve brevemente nel film The Patriot di Roland
Emmerich, uscito nel 2000. |
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